Immagini sacre

L’immensa collezione di icone di Banca Intesa San Paolo, al piano alto del palazzo Leoni Montanari a Vicenza, permette di cogliere la storia e l’evolversi di questa manifestazione artistica nei secoli e nelle sue varie espressioni. Le icone sono suddivise secondo i diversi aspetti iconografici che affrontano i temi fondamentali della liturgia ortodossa. Un posto importante è riservato alle icone del XVIII-XIX secolo ma sono presenti anche icone del XIII secolo come la -Discesa agli inferi-vicenza 197                   un’icona di Novgorod della seconda metà del XIII secolo. E icone del XIV e XV secolo, come -La natività di Cristo- proveniente dalla chiesa di San Nicola nel villaggio di Gostinopol’e sul fiume Volchov nei pressi di Novgorod.vicenza 177                                                                        E la -Deposizione dalla croce- di Novgorod del 1480-1490.vicenza 195                                   La città di Novgorod fu il primo e più importante centro per l’arte russa, soprattutto per l’esecuzione delle icone e degli affreschi (purtroppo molte chiese con le loro opere d’arte sono state distrutte dai nazisti durante la II guerra mondiale) La fine del XIV e l’inizio del XV secolo si possono considerare come il  periodo artistico più rilevante della città. Per l’artista di Novgorod è certamente importante l’influenza dell’arte bizantina ma l’impronta  fondamentale dipende dall’ispirazione locale e popolare. In queste opere è rilevante un’alta qualità emotiva, una drammaticità delle azioni ed una puntuale attenzione alla sostanza della narrazione. I colori dominanti sono il blu e il verde, il rosa ed il grigio, l’ocra dorata combinata con il rosso cinabro, il violetto ed il marrone. Il lavoro dei Maestri di Novgorod si distingue per l’eleganza della forma, per l’astrazione delle immagini e per il senso di atemporalità.  Le figure sono frontali, incorporee e bidimensionali. Le costruzioni sono piramidali e il colore esprime la gioia della Spirito.vicenza 230                                La -Madre di Dio della Tenerezza- Novgorod XV secolo                                                        Nel concilio di Efeso del 431 alla Madonna venne riconosciuto ufficialmente il titolo di madre di Dio, iniziando così il suo ruolo di intercessione e protezione degli esseri umani. In Russia è sempre stata molto venerata e quindi spesso rappresentata nelle icone che si richiamano ai prototipi bizantini importati in Russia nell’XI secolo. La -Madre di Dio della Tenerezza- acquisterà grande fama per le sue proprietà taumaturgiche. Nel 1395 a Mosca sarà ritenuta fautrice della salvezza della città dai Tartari e della liberazione di Mosca del 1480.

vicenza 173                             L’annunciazione della Madre di Dio. Mosca, fine del XVI secolo.                                            L’arte delle icone di Mosca si allontana dai canoni classici di Novgorod per un maggiore interesse per il soggetto, una maggiore frammentarietà delle forme ed una minore espressività nelle immagini. Il ritmo lento, i colori delicati, trasparenti e il leggero passaggio dalla luce alle ombre sono le caratteristiche distintive di questa Scuola.vicenza 175                                           -Annunciazione della Madre di Dio- Novgorod, seconda metà del XVII sec.vicenza 212                  -Crocifissione. I frutti della passione di Cristo- Russia Centrale fine del XVII secolo.vicenza 206                    -Crocifissione- Fine del XVII secolovicenza 204                    -Dormizione della Madre di Dio- Regione dell’Alto Volga, fine XVII sec.                           All’inizio del XVIII secolo la pittura diventa precisa, quasi calligrafica ed abbonda di ornamenti e di forme architettoniche complesse.vicenza 169                                Salvatore Acheropita. Russia Centrale XVIII secolo. (Acheropita= non fatto da mano d’uomo. Le icone del Salvatore Acheropita ricordano che il re Abgar di Edessa ricevette direttamente da Gesù il telo di lino sul quale si era asciugato il volto e che manteneva impressi i suoi lineamenti)vicenza 179                                               La natività di Cristo. Russia centrale, prima metà del XVIII sec.vicenza 184                                            Ultima Cena e lavanda dei piedi. Russia Centrale II metà del XVIII sec.vicenza 190                  La trasfigurazione. Russia Centrale inizio del XVIII secolo.vicenza 199                           Resurrezione e ciclo pre-pasquale. Regione di Jerezlov inizio XVIII secolo.vicenza 226                       Giudizio Universale. Russia settentrionale. Prima metà del XVIII sec.                                 L’icona, dal greco immagine, è una finestra aperta sul mondo trascendente e serve alla contemplazione di Dio e alla preghiera. Non è un quadro ma un simbolo religioso al quale ci si rivolge per pregare. Le icone della Deesis invocano la Trinità con noi e sono il nostro tramite per arrivare a Dio. La differenza di esecuzione nei secoli e nei diversi luoghi è quindi molto sottile e solamente un occhio esercitato può coglierla.vicenza 165                    Il profeta Elia nel deserto con scene della sua vita. Russia settentrionale metà del XIX secolo.vicenza 171      Menologio annuale Choluj Vladimir fine del XIX inizio XX secolo (Il menologio è una raccolta di testi liturgici usati dalla Chiesa ortodossa e che contiene la vita e le opere dei  santi).

vicenza 182                                                               Icona per la festa di Mesopentecoste. Arte delle capitali. Primi decenni del XIX sec.           (la Mesopentecoste è la festa tra Pasqua e la Pentecoste e ricorre la IV domenica dopo Pasqua)vicenza 210        Icona menologica per marzo, aprile, maggio. Russia centrale metà XIX secolo.

Importanti sono pure i rivestimenti preziosi delle icone che si richiamano alla tradizione bizantina. I primi lavori si hanno già nel XV secolo quando valenti orafi recuperarono le tradizioni orafe di Bisanzio. I rivestimenti però si diffusero sopratutto nei secoli XVIII e XIX. La Riza è il rivestimento più ampio ricavato da un’unica lastra metallica che posta sopra l’icona lascia scoperti solo il viso, le mani e  i piedi. Nelle icone più pregiate è presente anche la tsata, un pettorale a mezzaluna. I punzoni incisi permettono di identificare con sicurezza le opere. Pietro il Grande ordinò che ogni città avesse il proprio punzone con la data di fabbricazione, le iniziali del saggiatore e il titolo dell’argento.

vicenza 222                                       Rivestimento dell’icona Maestri I F.  Mosca 1864vicenza 243           Rivestimento dell’icona Deesis con santi, fine XVIII secolo. Regione del Volga e croce in bronzo inserita nell’icona.  Crocifissione con astanti- Regione del Volga – Bottega dei vecchi credenti- Fine XVIII secolo.vicenza 249                   Rivestimento dell’icona San Nicola di Mozasjsk Kostroma del 1780vicenza 252                           Rivestimento dell’icona -Giovanni Battista nel deserto- con scene della sua vita. Mosca 1866

Bibliografia: -Novgorod Icons- Vera Laurina, Vasily Pushkariov. Aurora Art Publisher. Leningrad. 1980

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