Giulio Romano e Ai Wei Wei

mantova 038              Confrontarsi con un artista del Rinascimento italiano richiede decisamente molto coraggio e una buona dose di fiducia in se stessi e nel proprio lavoro soprattutto se si appartiene ad una cultura diversa e se non si può viaggiare perché agli arresti domiciliari. Ma –Il giardino incantato– creato da Ai Wei Wei per il palazzo del Te a Mantova con l’aiuto e la collaborazione di Meng Huang e di Li ZhangYang, dialoga in modo perfetto con le opere di Giulio Romano e ne sottolinea la grandezza, confrontando la sublime arte del ‘500 con l’angosciante epoca attuale.

Il confronto con il Rinascimento incomincia con un tema caro agli artisti di questo periodo: la riproduzione pittorica dei cavalli dopo uno studio accurato della loro anatomia, dei loro movimenti e della loro bellezza.mantova 026                   Nella camera -del Sole e della Luna- dove, sulla volta del soffitto sono rappresentati il carro del Sole che tramonta e quello della Luna che sorge, ci sono le prime due opere del Maestro cinese -Pink Horse, Blue Horse- due cavalli di porcellana dipinti con vernice industriale che giacciono a terra sotto due teche di vetro.mantova 035          I due cavalli, simbolo della dinastia Tang, giacciono a terra profanati dalla vernice industriale, mentre i cavalli del Sole e della luna, in alto sul soffitto, avanzano trionfanti nel cielo. La distruzione della bellezza e dell’arte nel mondo contemporaneo è riassunta in modo evidente, quasi spietato, nelle due statuette.                                                                                   Nella sala dei cavalli ci sono 91 piccoli cavallini in porcellana, tutti colorati con vernice per auto, tutti uguali e tutti rigorosamente in fila, diversi solo a gruppi per il colore.Creano un profondo contrasto con i cavalli dipinti a grandezza naturalemantova 039               che guardano dalle pareti; tutti diversi, tutti dotati di una propria personalità e tutti dotati di un nome proprio come Morel Favorito e Dario,mantova 042                     Glorioso e Bataglia.mantova 040                    Nulla è stato posto a confronto nella Camera di Psiche e confesso che ho tirato un sospiro di sollievo. Un paragone tra la bellezza, l’eleganza e la felicità che spira da ogni immagine dipinta da Giulio Romano con il contemporaneo sarebbe stato decisamente insopportabile. Quindi ho potuto immergermi nella favola di Apuleio e guardare Amore e Psiche e il loro banchetto nuziale,mantova 057                   Marte e Venere al bagnomantova 056                   e Venere che trattiene il geloso Marte che insegue Adone.mantova 066                L’immersione nel mondo classico non è durata a lungo; nella vicina sala dei Cesari, che ricorda in alto, sulla volta, l’episodio narrato da Plinio, in cui Cesare ordina di bruciare le carte che potrebbero compromettere i Romani seguaci di Pompeo da lui appena sconfittomantova 101                    e altri episodi della grandezza morale dei Cesari e degli Imperatori,mantova 110                 Li Zhangyang, stretto collaboratore di Ai Wei Wei, ha collocato -Night scene of Chongqing- un’opera che della nobiltà d’animo degli antichi imperatori non ha più nulla.mantova 106              Confusione, caos, edonismo , sesso e vizi rispondono dopo 500 anni alle opere dipinte in  alto.                                                                                                                                                                 mantova 107

mantova 111                   Nella sala dei Giganti Giulio fa crollare pareti, colonne, pietre, addosso ai gigantimantova 123           creando immagini che travolgono  anche lo spettatore e lo coinvolgono nella rappresentazione,mantova 122           costringendolo a guardare in alto, verso la sommità della stanza dove Giove si scaglia contro i giganti che hanno osato sfidarlo .mantova 120     Qui Ai Wei Wei ha fatto collocare  gli -Stone pillar- pietre antiche dipinte con vernice industriale: profanando l’antichità con il moderno, rendendo l’antico reperto colorato come i giochi dei bambini che cercano il meraviglioso e ciò che stupisce.     mantova 121                      Nel camerino a crocieramantova 128                 troviamo l’opera di Li Zhangyang -Wuson’s killing his elder brother’s wife- una statua che sintetizza il nostro mondo contemporaneo dove l’istinto animalesco prevale sull’etica.mantova 126                   Dopo un sensuale ballo, l’omicidio, la cattiveria, la violenza contro la donna, il sesso e l’esibizionismo, il tradimento dopo il tradimento, ecc…                                                                         Dello stesso autore -Jesus Christ of Huangjueping- nella stanza dei candelabri.mantova 132                   Il Cristo, l’unico vestito di bianco, trascina la sua croce grigia e sembra stia cadendo nel vuoto mentre gli altri personaggi guardano in tutte le direzioni tranne la sua. Qui non azzardo nessun paragone con il Rinascimento che era prevalentemente Neoplatonico, soprattutto alla corte dei Gonzaga, mi limito a riportare una frase di Abraham Lincoln, scritta sulla tabella esplicativa che ho trovato assai interessante: “La religione di un uomo non vale molto se poi non ne traggono beneficio anche il suo cane e il suo gatto.”                     Nella sala delle cariatidi Meng Huang espone i suoi grandi dipinti tutti nerimantova 134 mantova 137                    che rispecchiano con la loro sobrietà la solitudine, la distruzione e il desertomantova 143                  opera e condizione dell’umanità. Un contrasto evidente con i colori e la felicità che sprizza da ogni immagine antica del palazzo. mantova 140                       Ai Wei Wei, agli arresti domiciliari, non ha potuto essere presente  all’istallazione del suo -Giardino incantato- allora Li Zhangyang ha creato un Ai Wei Wei a grandezza naturale e lo ha collocato in una stanza senza luce davanti al computer.mantova 138                     Fuori lampi intermittenti squarciano il buio seguiti dai tuoni. L’artista però non si preoccupa, resta immobile davanti al suo computer con cui continua a dialogare con il mondo.

mantova 146            Termino con la rana di Li Zhangyang, simbolo portafortuna in Cina, segno di indipendenza e di capacità di trasformazione per adattarsi alle diverse esigenze. Ricorda l’artista che coglie il mondo che cambia e lo rappresenta diverso a seconda delle diverse situazioni.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in arte cinese contemporanea, arte rinascimentale e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Giulio Romano e Ai Wei Wei

  1. lois ha detto:

    Confesso che Ai Wei Wei è un artista che non mi fa impazzire, anche se le sue lotte di libertà sono tutte da apprezzare e condividere; immaginare oggi nel 2015 un artista agli arresti domiciliari perchè non può liberamente esprimersi, ci rimanda indietro al medioevo!

    È bella però l’interazione che sempre più spesso si sta creando tra il contemporaneo e l’antico, perchè a conti fatti, quello dell’arte è un dialogo che non si è mai interrotto e che non può prescindere dal suo passato. Vedere insieme poi anche gli stessi soggetti (in questo caso i cavalli) è veramente di grande interesse e bellezza.

    Resta di fatto che apprezzabile o meno, il singolo artista o il singolo tema, l’arte va vissuta e seguita per trarne giovamento e serenità!

  2. elena ha detto:

    L’arte contemporanea è poi, anche se è triste doverlo affermare, la nostra arte e bene fanno i direttori dei musei ad accostarla alle opere dei grandi Maestri del Rinascimento. Infatti per la prima volta ho visto il palazzo del Te pieno di visitatori che guardavano soprattutto le statuette di Ai Weiwei. Alcuni di loro però ogni tanto guardavano anche gli affreschi e se questo è un modo per accostare gli Italiani alla loro arte, ben venga, senza considerare il risvolto economico che per un museo diventa fondamentale.
    Sugli autori contemporanei spesso io non riesco ad esprimere un giudizio. Mi limito ad osservare che molte volte esprimono solo un’idea e un efficiente atelier realizza le opere. Meglio in questo caso non fare paragoni con Giulio Romano che da architetto progettò il palazzo del Te e poi dipinse quasi tutte le stanze comprese le volte dei soffitti concretizzando personalmente le idee fondamentali del Rinascimento.
    Mi resta comunque una domanda assillante. Perché gli Italiani non riescono a vedere la bellezza e l’arte che ci hanno lasciato i nostri antenati ed invece sono attratti da qualsiasi manifestazione artistica proveniente da altri Paesi ?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...