L’Orto Botanico

PD 126                       La forma trapezoidale dell’orto botanico di Padova fu condizionata dal terreno a disposizione tra la basilica di Sant’Antonio e quella di Santa Giustina, ma la divisione degli spazi interni è stata decisa seguendo le concezioni filosofiche ed astrologiche del tempo. Il progetto, probabilmente dell’architetto Andrea Moroni, è stato ispirato da Daniele Barbaro, il coltissimo autore della pubblicazione del trattato –De architectura– di Vitruvio.PD 191                     La struttura circolare reca all’interno un quadrato suddiviso a sua volta i 4 quadrati più piccoli attraversati da due viali perpendicolari orientati secondo i punti cardinali. Edificato nel 1545 a tempo di record, su delibera del Senato della Serenissima, con lo scopo di insegnare agli studenti dell’Università di medicina a riconoscere le piante medicinali usate in terapia, subì in seguito parecchie modifiche, la prima nel 1552 quando fu circondato da un alto muro che doveva impedire il furto continuo delle piante.PD 259                   Si allargò in seguito e si arricchì notevolmente di piante provenienti dai territori dove la Repubblica di Venezia aveva i suoi possedimenti o scambi commerciali ( la patata fu introdotta nell’Orto alla fine del 1500 importata dal Brasile dal veneto Antonio Pigafetta)PD 155                La pianta più antica è sicuramente la palma descritta da Goethe nel suo –Viaggio in Italia– messa a dimora nel 1585.  Segue, per età, un platano orientale con il fusto cavo, messo a dimora nel 1680.

PD 453                Quindi il primo cedro dell’Himalaya, introdotto in Italia nel 1828. ecc.. Interessantissime sono pure le aiuole dei semplici, ossia le piante medicinali.PD 448                 Le erbe sono suddivise a seconda delle loro caratteristiche e del loro uso e a proposito esiste anche uno spazio destinato alle piante velenose.PD 138                    I viali che attraversano gli orti terminano con una fontana o con statue.PD 269                 A sud abbiamo le statue delle 4 stagioni e di Salomone, a ovest la statua di Teofrasto, che si può considerare il padre della botanica.PD 446                   Nato in Grecia nel 371 a.C. scrisse due trattati di botanica dividendo le piante a seconda delle loro caratteristiche e  a secondo dell’uso che ne possono fare gli esseri umani. Scrisse pure un trattato sulle rocce ma credo che il suo scritto più affascinante  sia –Della Pietà– in cui il filosofo si basa sul concetto della giustizia e della pietà per condannare il sacrificio degli animali e il consumo di carne. ” Se qualcuno sostenesse che non diversamente dai frutti della terra, il dio ci ha dato anche gli animali per il nostro uso, gli risponderei  che, sacrificando esseri viventi si commette contro di loro un’ingiustizia perché si fa rapina della loro vita” (Wikiq.)                                                                                               Una parte dell’orto è riservata alle conifere  dove il sole filtra raramente permettendo la crescita solo dell’aspidistra.PD 272 Bellissimo anche il boschetto di bambù con il quale si può fare veramente di tutto (come recita un cartello)PD 277

Il contrasto tra il rinascimentale orto botanico e il Solar active building che racchiude il       -Giardino della biodiversità-   è solo apparente. Alla base della costruzione di tutti e due sta infatti un modo nuovo di vedere l’ambiente e la realtà che ci circonda intervenendo con intelligenza per conservare e nello stesso tempo per godere dei beni che la natura ci offre  in abbondanza se trattata con il dovuto rispetto e attenzione.PD 442                  Attraverso un antico sentiero si arriva in un grande spazio aperto con vasche e cascate di acqua che cadono dalle pareti vetrate lunghe 100 metri e alte 18.PD 441                  La costruzione è stata attuata in modo da sfruttare al massimo l’energia solare. L’acqua utilizzata è quella piovana e il movimento delle cascate ne assicura la continua ossigenazione. Un pozzo artesiano preleva a 284 metri di profondità l’acqua a 24 gradi permettendo la vita delle piante tropicali tutto l’anno. L’energia elettrica prodotta con i pannelli fotovoltaici alimenta le pompe  che regolano il ciclo dell’acqua e tutto il funzionamento delle serre. Le superfici opache esterne ed interne sono rivestite da un composto che favorisce il processo fotocatalico che, come la fotosintesi clorofilliana, sfrutta i raggi ultravioletti e dà luogo a una reazione chimica che abbatte l’inquinamento atmosferico ripulendo 150 metri cubi/metro quadrato dagli agenti inquinanti ogni giorno. Le piante, reagendo alle condizioni ambientali, producono anidride carbonica e ossigeno con  il variare della temperatura e danno l’input per l’apertura e la chiusura delle vetrate .PD 323                    La copertura delle serre è composta da cuscini di etilene tetrafluoruroetilene  un materiale plastico resistente alla corrosione, più leggero e trasparente del vetro ai raggi ultravioletti.PD 422                   La loro forma permette di accogliere il calore del sole creando un cuscinetto d’aria che riduce le dispersioni per irraggiamento nelle  ore notturne. Un’opera architettonica dello Studio VS Associati che non solo non danneggia l’ambiente ma cerca pure di migliorarlo (notizie dal sito dell’Orto Botanico)

Le numerose piante sono suddivise a seconda del continente da cui provengono e in  serre diverse a seconda della temperatura di cui necessitano.PD 295                      Ecco una -Carica papaya- proveniente dal Sud America.PD 400                Papiri di tutte le specie si alzano dalla loro vasca.PD 336                  Ci sono piante del caffè provenienti dal Nord Africa.PD 421 PD 310              Licheni, piante rampicanti, palme, ecc.. riproducono una giungla in miniatura mentre cartelli e video spiegano in modo efficace il rapporto dell’uomo con l’ambiente.

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