Giusto a Padova

Tra il 1303 1 il 1305, Giotto, ormai artista maturo e affermato, dipinge la cappella degli Scrovegni rivoluzionando completamente la tradizione figurativa e creando un profondo mutamento nell’espressione degli artisti che lo seguiranno. Tutti i pittori che lavorano a Padova, da Altichiero a Guariento, seppur in modo diverso, risentono dell’influenza del Maestro.eremitani 030                     La Padova dei Carrara, grandi mecenati e amici di artisti, tra cui il Petrarca, era nel Trecento il punto d’incontro delle correnti più interessanti della cultura artistica, scientifica e letteraria del tempo. A loro si deve la struttura trecentesca della città, della quale è rimasto ben poco, in cui è presente il richiamo nostalgico al mondo classico.                     Il fiorentino Giusto dei Menabuoi è uno dei pittori più importanti della corte signorile padovana. E’ un artista isolato rispetto alle correnti pittoriche dominanti in quel periodo. Il suo stile, considerato arcaico rispetto a quello dei suoi contemporanei, mantiene uno stretto legame con l’arte bizantina e riminese anche se spesso, nel ritratto e nell’espressione dei personaggi, non si può non notare l’influenza di Giotto.PD 713                       Giusto è a Padova nel 1370 per affrescare la cappella Cortellieri agli Eremitani quando Fina Buzzacarina, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara lo incarica di trasformare il battistero romanico della cattedrale in un mausoleo di famiglia. Gli suggerisce pure un importante programma iconografico che va dalla raffigurazione della Genesi, a scene del Vangelo, a episodi dell’Apocalisse.                                                                             Per realizzare la sua opera Giusto fece innalzare la cupola sulla quale dipinse scene della Genesi e della creazione del Mondo.PD 498                        Al centro del battistero colpisce per prima cosa il volto statico e severo di Cristo Pantocratore che domina dall’alto su sfondo dorato,PD 508                      circondato da cerchi concentrici di sante, santi e angeli di chiara impronta medioevale e bizantina. La veste azzurra della Madonna attira poi la nostra attenzione risaltando con il suo colore vivo e acceso.PD 533 PD 500                     Le scene iconografiche alle pareti sono anch’esse tradizionali e raccontano storie di Cristo e di san Giovanni Battista senza nulla concedere nella rappresentazione alla nuove correnti artistiche che dominavano fuori del battistero.PD 510 PD 519                   In architetture racchiuse, prospettiche, ma di taglio ancora medioevale, si narrano le storie della Genesi e del Vangelo.PD 517 PD 515                   La sua pittura, anche se arcaica, è comunque decisamente affascinante per la bellezza dei colori splendenti e luminosi, per gli accostamenti dei verdi con gli azzurri, dell’arancio con il rosa in sfumature che sembrano avvolgere i personaggi in un’atmosfera incantata.PD 513 PD 520                       Qua e là, dame in abiti sontuosi da corte, animano il paesaggio.PD 521                        Vi sono rappresentate Fina e la sorella Anna che sembrano assistere distaccate agli avvenimenti presentati.PD 536                      Storie della Genesi raffigurano il tamburo della cupola con immagini vivaci, rappresentate naturalisticamente con animali e piante. Nella parte inferiore del battistero Giusto si esprime con uno stile molto più moderno, soprattutto nei pennacchi dove dipinge profeti ed evangelistiPD 518 PD 505              e in cui si comprende che Giusto conosceva benissimo l’arte dei suoi contemporanei ma si riservava di applicarne i principi solo in alcuni dei personaggi ritratti, mantenendo uno stile bizantino, aulico e imponente, severo e distaccato nella rappresentazione della divinità.

La piccola abside del battistero è decorata con episodi tratti dall’Apocalisse descritti con adesione precisa al testo, difficile da interpretare e quindi da raffigurare.PD 531                    Il polittico, diviso in tre parti, racchiude in una cornice gotica, ora perduta per un furto recente, le immagini della Madonna e sei storie di San Giovanni Battista ai lati.PD 530                      In questo grande dipinto Giusto riproduce la sua poetica distaccata dal tempo, silenziosa e statica, semplice e nello stesso tempo raffinata ed elegante, come negli affreschi o forse di più. La sua attenzione si concentra sui colori che sono sfumati e cangianti come nel contrasto tra le vesti gialle o blu sullo sfondo verde oliva degli alberi e il blu scuro dei mari. Non manca l’analisi dei personaggi dal punto di vista psicologico; eremitani 039talvolta appare un volto estremamente espressivo, con uno sguardo solo apparentemente statico, ma in realtà intenso e vivo e che ci fa capire che la scelta di Giusto della rappresentazione medioevale è appunto un rifiuto dell’arte contemporanea per mantenere lo stile antico che riteneva più confacente  alla sua espressione pittorica e che amava particolarmente , come l’arte iconografica bizantina, tradotta nello stendardo, eseguito per la cattedrale  in sostituzione dell’icona del 1200, venerata  sull’altare della Madonna e che ora si trova nel vicino Museo Diocesano.PD 635

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2 risposte a Giusto a Padova

  1. lois ha detto:

    Quel Cristo Pantocratore al centro della volta mi ha sempre molto affascinato, cos’ maestoso e corpultento nel mezzo di un consesso di persone precisamente disposte, rende chiara la disposizione verticistica che si materializza quasi nella solidità delle figure.

    • elena ha detto:

      Confesso che entrando nel battistero sono rimasta a guardarlo a bocca aperta. Un’immagine del potere così impressionante non si trova ,credo in nessun altro pittore.

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