Nicoletto e il Museo Diocesano

PD 629                  Una patina d’oro , dal cielo alla terra, dove giace il sepolcro di san Sebastiano, divide la tavoletta in due parti. In alto palazzi veneziani racchiudono semisfere blu cupo costellate di stelle dorate e due edifici simmetrici, dello stesso verde del tetto del campanile di san Marco a Venezia. Due personaggi vestiti d’azzurro stanno inchinati uno a destra e l’altro a sinistra del santo. I personaggi si dividono anch’essi in due gruppi. I bianco vestiti sono sulla sinistra (dove meno cade la nostra attenzione) mentre a destra, sopra il sepolcro, sono rappresentati personaggi dal volto serio e pensoso vestiti di scuro. Sebastiano indossa il suo prezioso vestito rosso e azzurro e il volto è illuminato dall’aureola dorata dei santi. Il sepolcro riprende i colori rosso e bianco ma con una gradazione di tono più smorzata. Un trionfo di colori che si alternano nei particolari dei vestiti inseguendosi come una sinfonia, partendo dalla tonalità maggiore del bianco per far seguire il blu, il verde e il rosa e ancora il rosa, il verde, il blu in tonalità e modi che solo un pittore veneziano poteva realizzare.                                                                                                                                                                      Le tavole di Nicoletto Semitecolo, dipinte intorno al 1365, presenti nel museo diocesano di Padova, nella sagrestia dei canonici, sono 7 e , secondo me, tutte bellissime. Facevano parte probabilmente della cassa che conteneva le reliquie del santo, oppure di una pala d’altare. Narrano la storia del martirio del santo.PD 633                                   San Sebastiano saettato.                                                                                                    Su uno sfondo dorato, che divide la tavoletta in due parti, il corpo del santo mostra una costruzione pittorica decisamente moderna che si allontana dallo stile bizantino tipico dell’artista. Lo sfondo dorato più che un richiamo allo stile gotico riminese è il modo del Maestro di illuminare il dipinto isolando il personaggio principale, circondandolo di luce dorata che lo stacca e lo rende dominante rispetto ai personaggi dipinti sulla sinistra.PD 625             Sebastiano però non muore per le ferite delle frecce. Sopravvive grazie alle cure di una donna che ora troviamo vestita di bianco, inginocchiata davanti a lui mentre lo implora di rinnegare la religione cristiana. In questa tavoletta il santo è davanti agli imperatori Diocleziano a Massimiano che gli chiedono di rifiutare la nuova religione. I vestiti degli imperatori sono dello stesso colore blu e oro dei vestiti di Sebastiano che era il comandante della prima coorte della prima legione di stanza a Roma in difesa dell’imperatore e quindi un personaggio importante. Dietro di lui raffigurazioni dei suoi soldati ai quali si rivolge con grazia piegandosi come un angelo del Guariento di cui Semitecolo era allievo. Le figure sono racchiuse in palchi sopraelevati come nelle pitture gotiche ma ai piedi delle figure Nicoletto ha firmato la sua opera, primo pittore nella storia.PD 674                      nella tavoletta seguente PD 631                       Sebastiano non rinnega la sua religione e quindi viene bastonato a morte.PD 626              Da uno sfondo rosso vivo emerge la figura del santo con la palma del martirio.PD 630                    Una Madonna dell’umiltà, ovvero una Madonna seduta direttamente in terra, una raffigurazione piuttosto rara in ambito veneto ma alquanto diffusa a Siena in quell’epoca.

PD 677                          La Trinità. Un quadro unico nella sua raffigurazione. Semitecolo non dipinge la croce, ci mostra con realismo le braccia distese di Cristo sconvolgendo l’iconografia tradizionale.

Accanto alle opere di Nicoletto possiamo ammirare una -Madonna con Bambino e santi-Un polittico dell’ambito di Paolo Veronese del 1344.PD 680 PD 642                    e due tavolette di Giorgio Chiulinovich, detto lo Schiavone, del 1457, con san Lodovico da Tolosa, sant’Antonio da Padova, san Francesco e san Girolamo, scomparti laterali di un trittico il cui pannello centrale, raffigurante la madonna con il Bambino si trova a Berlino.PD 670 PD 671                                                  Poi troviamo un compianto sul Cristo morto di Jacopo da Montagnana che adagia il corpo di Cristo sul tallit, lo scialle da preghiera ebraico. Avvolgersi nello scialle significa affidarsi alla misericordia divina che è raffigurata dal colore bianco mentre le strisce blu sono espressione della giustizia e sono solamente, rispetto al bianco, 4 su 1000.PD 620

Nel museo si possono ammirare molte sculture, oggetti preziosi, reliquari e pitture del sedicesimo secolo fra le quali due opere di Francesco da Ponte detto Bassano.PD 694                     L’adorazione dei MagiPD 696             e la -Fuga in Egitto-

Un autentico gioiello la piccola cappella di Santa Maria degli Angeli, progettata nel 1495 da Lorenzo da Bologna ed affrescata da Prospero da Piazzola e da Jacopo Parisati da Montagnana con immagini di profeti e apostoli.PD 593 PD 600 PD 602                   Nell’immenso salone dei vescovi, affrescato da Bartolomeo Montagnana per quanto riguarda i ritratti dei primi cento vescovi a partire da Prosdocimo,PD 552                     si trova l’unico autentico ritratto del Petrarca, tolto dalla sua casa padovana ormai in rovina nell’800.PD 658                        In questo periodo, al centro della sala, sono esposti i tre crocifissi di Donatello che si trovano a Padova.PD 589

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