Angeli, concetti e arte

arsenale2015 496              “Nel quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus c’è un angelo che ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato e dove noi vediamo una catena di eventi egli vede solo una catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe destare i morti e ricomporre le macerie, ma la tempesta spira dal cielo e avvolge le sue ali in modo così forte che non riesce più a chiuderle. Questa tempesta lo spinge nel futuro a cui volge le spalle mentre il cumulo delle rovine sale verso il cielo. Questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso” Walter Benjamin                                                                        Non voglio paragonare gli artisti che espongono alle Corderie dell’Arsenale all’Angelus di Benjamin, ma credo che la sua frase sia la migliore introduzione alle opere ivi raccolte che mi hanno confermato che questa esposizione si fonda soprattutto sui principi dell’arte concettuale, arte che attraversa tutta la seconda metà del secolo scorso, in forme e denominazioni diverse, ma tutte guidate dal principio che l’arte si deve fondare sulle idee e sul pensiero non su un equivoco godimento estetico. La relazione tra l’immagine e la parola deve essere tale da escludere inutili emozioni per lasciare il posto alle riflessioni sul modo  con cui giungere alla conoscenza della realtà. Sostituendo il pensiero filosofico, incapace di giungere a una visione globale del mondo, l’arte, sottratta ai vincoli culturali tradizionali e al puro godimento estetico, si concentra sulle idee che concretizza nelle immagini e nella scrittura.arsenale2015 021              Nella prima sala, il cui pavimento è riempito da gruppi di coltellacci, le -Nympheas-             di Adel Abdessemed, si incontrano le opere di Bruce Nauman intitolate -Human/Need/Desire. Le luci al neon collocate sulle quattro pareti, lampeggiando e cambiando le scritte ad intermittenza, sintetizzano le caratteristiche principali dell’esistenza umana. Il punto rosso che si vede nella foto qui sopra è la scritta Death che si sostituisce alla scritta War.arsenale2015 017                     Lampeggia in continuazione, sostituendo le parole e i colori, anche la composizione intitolata -American Violence- sul muro adiacente e pure l’altra intitolata -Human, Nature, Life, Death-arsenale2015 015                   Confesso che la sua analisi del nostro mondo attuale mi è piaciuta molto. L’artista utilizza i mezzi che la tecnologia contemporanea gli mette a disposizione per sintetizzare in poche frasi il suo giudizio sull’umanità dal quale è difficile dissentire. Un’opera razionale, freddamente implacabile, anche se avvolta in un umorismo provocatorio e irriverente.

arsenale2015 027             Un altro scultore americano che non lascia spazio alla rappresentazione rassicurante e gradevole è Melvin Edwards. Su due lunghe pareti sono appese le sue numerose sculture composte da oggetti appartenenti alla vita comune dei poveri. Sono piccole opere sistemate all’altezza dello sguardo del visitatore in cui predominano le grosse catenearsenale2015 029                 che servono a ricordare le esperienze degli Afro-Americani, la loro schiavitù e la loro vita distrutta dal lavoro e dalla mancanza di libertà.

arsenale2015 045                      Qiu Zhijie espone il JingLing Chronicle Theater Project, un’istallazione che comprende gli oggetti che si trovano abbandonati negli scantinati dei teatriarsenale2015 035                   e che vanno dalle cose più disparate come quadri, bilance e altro.arsenale2015 037 arsenale2015 041 arsenale2015 044           Oggetti trascurati e gettati a terra che rivelano il retroscena che prepara la produzione artistica e nello stesso tempo mostrano le regole che creano la nostra visione della realtà in cui noi selezioniamo quello che ci interessa cancellando dalla nostra memoria tutto il resto.

arsenale2015 051                   Dal soffitto pendono ammassi di motoseghe e asce ricoperte di poliuretano nero è il    -Latent Combustion- di Monica Bonvicini. Strumenti di distruzione della natura che ora si stanno auto distruggendo subendo la stessa violenza che hanno inflitto al mondo naturale.arsenale2015 052                     Un’opera che colpisce con  forza per i suoi significati che descrivono il mondo umano, la sua relazione con la realtà con cui interferiscono con il lavoro. Violenza, abuso, avidità, desideri di potere, si possono leggere in queste opere la cui apparente semplicità racchiude la descrizione della condizione umana.

Il lavoro cerebrale e analitico di Terry Adkins, un artista concettuale, scrittore e saxofonista, morto all’età di 60 anni, ha le sue radici nella tradizione africana come il Plinto arsenale2015 056                 della serie Black Beethoven.arsenale2015 057                    La Matinée, con bronzo, acciaio, grucce, sughero bruciato è un ricordo dei suoi studi musicali. arsenale2015 059            Lo Smoke signal, costruito con le basi delle sedie Earnes, è un incredibile ricordo dei messaggi che si trasmettevano con il fumo: un linguaggio efficace e immediato.

arsenale2015 081                  Il -Cannone semovente- del 1965, in legno, rottami di metallo e ruote è l’unica opera esposta di Pino Pascali, uno dei più importanti rappresentanti dell’arte povera, morto giovanissimo. La sua arte riproduceva i feticci e la cultura di massa in modo assai dissacrante.

arsenale2015 095                 Untitled Trumpet di Katharina Grosse è un’enorme istallazione di tessuti che riempiono un’intera stanza, dipinti in colori acrilici che si adagiano sulla terra e su rottami di alluminio.arsenale2015 092                La scultura comprende ogni cosa, e, nello stesso tempo, spettatore, ambiente e artista diventano un unico elemento che non si sa se collocare nella realtà o nel sogno.arsenale2015 091              Una visione del mondo di tutti i giorni avvolta nel fascino effimero e inconsistente del colore.

La sintesi tra linguaggio, arte e riflessione sull’umanità è portata a termine dall’istallazione di Lili Reynaud Dewar intitolata -My Epidemic (Small Bad Blood Opera)arsenale2015 098              realizzata in tessuto, inchiostro, pittura, metallo, altoparlanti, amplificatori e video, che rappresentano il mondo interiore dell’artista riprodotto nelle scritte sui tessuti.arsenale2015 100 arsenale2015 101 arsenale2015 102

Con le essenziali opere di Eduardo Basualdo abbiamo un’analisi psicologica del nostro modo di vedere la realtà;arsenale2015 125              illusorio e superficiale, creato dalle nostre abitudini  e dai nostri interessi quotidiani. Le cinque sbarre di ferro che vanno dal pavimento al soffitto sembrano attraversare  i fogli di carta stropicciati, in realtà non li attraversano, vi è semplicemente disegnata una linea con la grafite  che crea la nostra illusione visiva.arsenale2015 131                     L’oggetto sul tavolo proietta l’ombra di un coltello, ma non lo è, anche se a prima vista noi lo consideriamo tale.arsenale2015 130                 La nostra mente deve intervenire per correggere l’errore dei nostri sensi; ne possiamo dedurre che questi errori, che qui possiamo vedere e correggere, accompagnano ogni momento della nostra esistenza. Sono un continuo limite alla nostra conoscenza, non solo della realtà che ci circonda, ma anche di noi stessi.arsenale2015 133

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5 risposte a Angeli, concetti e arte

  1. Lucky ha detto:

    Finalmente un articolo fatto come si deve e davvero completo! Ti faccio i complimenti, ho adorato le foto!
    Già che passo di qua approfitto per lasciarti il link della mia categoria principale e ti invito a dare una letta a tempo perso a qualche mia storia. Ogni commento e recensione, cattiva o positiva è sempre ben accetta.
    https://afreeword.wordpress.com/category/5-words-for-one-story/
    Scrivo una storia a settimana partendo da 5 parole che uno sconosciuto mi da.
    Ti aspetto nel mio blog e intanto ti lascio il follow visto che sono sicuro troverò piacere a leggerti anche in futuro

  2. lois ha detto:

    che bello continuare questo viaggio…

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