Dall’Angelico a Spalletti

sangiorgio 077            La Madonna con il Bambino di Pontassieve del 1435, probabilmente la parte centrale di un trittico, è certamente una delle opere più significative a noi rimaste del Beato Angelico. Ricorda, nell’uso dei colori e dell’oro, nella perfezione delle forme, come nella decorazione  e nei particolari del trono, nelle stoffe e nei preziosi dettagli, le miniature su pergamena. Si può ammirare questa splendida e solenne raffigurazione della Vergine -assisa su un trono della grazia appena accennato, quasi a richiamare una Madonna dell’umiltà- alla fondazione Cini di Venezia fino a settembre.sangiorgio 114                    Nelle sale del primo piano del palazzo, che si affaccia sulla piazzetta di san Vio, altre numerose pregevoli opere accolgono il visitatore: dalle ceramiche Cozzisangiorgio 053             ai mobili antichi, ai vasellami.sangiorgio 049                  In un tripudio di arte e di colori si viene immersi nella vita del Rinascimento. Sui due lati della sala centrale dominano due polittici; a sinistra quella di -San Paolo in trono con  santi- di Maestro Francesco della seconda metà del sec. XIVsangiorgio 070 sangiorgio 044 sangiorgio 042 sangiorgio 043                      a destra -La Madonna in trono con Bambino e 4 santi- di Lorenzo di Niccolò, attivo in Toscana dal 1392-1411.sangiorgio 073 sangiorgio 069 sangiorgio 067            Un’opera stupenda soprattutto nei particolari delle predelle inferiori.sangiorgio 065 sangiorgio 064

Non mancano nel museo opere del Sassetta come il san Giovanni Evangelista,sangiorgio 059                del Ghirlandaio e Bottega, come la Madonna con il Bambino e angelisangiorgio 080                      oppure opere di Lorenzo Tiepolo come la splendida testa di vecchio orientale.sangiorgio 113                                                                                Una raccolta in cui ogni oggetto è un’opera d’arte come il cassone intagliato e intarsiato di Domenico del Tasso il Vecchio di cui posso mostrare solo questo particolare.sangiorgio 071

Passare dalle ricche sale del primo piano a quelle del secondo è un’esperienza decisamente sconvolgente. Qui in alto regna il silenzio e il bianco delle pareti delle stanze ci avvolge e ci circonda di luce. sangiorgio 110                   Nella luce sono immerse anche le opere di Enrico Spalletti; quadri e oggetti che si confondono con i raggi del sole che filtra attraverso le tende. Lo spazio e il colore si fondono in una stessa dimensione mantenendo le misure geometriche e le proporzioni che i canoni della bellezza rinascimentale richiedevano.sangiorgio 108                    Le tavole dipinte lentamente per circa 10 giorni e poi abrase dal pittore stesso, mostrano un pigmento delicato da cui emerge una luce bianca che si fonde con il colore e che lo esalta.sangiorgio 107                 I colori utilizzati dall’artista sono solamente quattro:                                                                l’azzurro del cielo, ossia dell’atmosfera in cui respiriamo,sangiorgio 104                     il rosa del corpo umano,sangiorgio 109                   il grigio, sintesi cromatica della percezionesangiorgio 106                   e il bianco, la base su cui costruire le opere.sangiorgio 105                Immersi nello spazio armonioso di palazzo Cini questi lavori diventano espressione di un’identità storica che rinasce nel presente e ci comunica l’armonia delle opere rinascimentali. Poetica e elegante l’opera di Spalletti ci avvolge  nel colore dell’atmosfera, che non esiste, portandoci quindi in un sogno che ci obbliga a riflettere sulla forma del presente , sulle cose che consideriamo reali e che ci illudiamo di possedere. Il bianco che si confonde nella luce e sulle pareti non è che una metafora della nostra esistenza: la breve apparizione di un attimo sullo sfondo della storia. Il grigio è la sintesi di tutte le nostre percezioni che si annullano nella nostra mente  dopo che le abbiamo distorte e utilizzate ai nostri fini. Un’opera poetica che ci comunica lo stato della nostra realtà con eleganza e grazia, con finezza e delicatezza; quasi ci accarezza e ci avvolge amorevolmente prima di annunciarci che la nostra realtà non è che un sogno e che la nostra esistenza è un granello di sabbia perso nella storia.

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4 risposte a Dall’Angelico a Spalletti

  1. lois ha detto:

    Ho approfondito la conoscenza di Ettore Spalletti, l’anno scorso in occasione di una bellissima mostra. Mi sfuggivano sempre quelle superfici colorate… dai libri e dalle foto era impossibile scorgerne la magia. Poi quando le ho viste tutte insieme in mostra mi sono commosso di fronte a tanta poesia e a quella subliminizzazione della luce che si interseca con lo spirituale fino a lasciarti travolgere in un atmosfera ovattata che ti assorbe.
    https://assolocorale.wordpress.com/2014/08/04/la-poesia-nel-colore-di-ettore-spalletti/

    • elena ha detto:

      Avevo letto il tuo bellissimo articolo su Spalletti ed è per questo che sono entrata nel museo Cini .Non c’erano molte sue opere ma in compenso ho trovato interessante l’accostamento tra passato e presente quasi che in lui ritrovassero vita i principi che hanno ispirato il Rinascimento, il periodo che io amo di più in assoluto di tutta la storia dell’arte.

      • lois ha detto:

        Non mi sembrerebbe astruso infatti fare un parallelo tra le regole di Piero e la luce di Spalletti. Forse in questo c’è una continuità tra il Rinascimento e le sue splendide superfici.

  2. elena ha detto:

    Sono d’accordo e aggiungerei anche la ricerca della perfezione geometrica da parte di tutti e due gli artisti, Piero nel disegno, Ettore nella forma delle sue opere.

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