La città sulla collina

La Città Alta, che si intravede già dalla trafficata autostrada, spicca contro il cielo come un prezioso merletto. Il nome stesso, che probabilmente deriva dal germanico (Berg=monte) ne definisce la geografia e le connotazioni. Bergamo Alta è un’affascinante città medioevale circondata dalle mura, ancora presenti, terminate nel XVI secolo dalla Repubblica di Venezia e completate da arcate fatte costruire dal podestà Alvise Contarini nel 1781.carrara 593                      Vi si giunge dalla stazione dei treni con una teleferica, oppure a piedi, lungo stradine acciottolate che partono dal basso insinuandosi sulla collina, fiancheggiando antichi palazzi, chiese e conventi come quello di sant’Agostino ora sede dell’aula magna dell’università.carrara 597                La configurazione attuale della Piazza Vecchia, alla sommità della città alta, risale al XV secolo, quando era il centro rappresentativo del governo cittadino.carrara 599                Il lato sud termina con il Palazzo della Ragione, eretto alla fine del XII secolo, ormai il più antico palazzo comunale lombardo esistente.                           Dietro appare la cappella Colleoni, realizzata tra il 1472 e il 1475 dall’architetto e scultore Giovanni Antonio Amadeo per ordine di Bartolomeo Colleoni che nel mausoleo voleva immortalare la sua vita, le sue opere e la sua personalità.carrara 603               Nato in provincia di Bergamo, tra il 1395 e il 1400, da una nobile famiglia, il piccolo Bartolomeo visse un’infanzia difficile per colpa dei parenti che gli avevano ucciso il padre che generosamente li aveva associati al potere. Narra lo storico Bernardino Corio che scrive lapidariamente ne –La storia di Milano– “La famiglia de’Coglioni presino il castello di Trezzo, ma finalmente si ocisono tra loro”                                                Del suo cognome Bartolomeo era particolarmente orgoglioso, tanto da mettere gli attributi anatomici sul suo stemma gentilizio, affermando in un atto pubblico che le sue armi gentilizie erano in alto “ duos colionas albos in campo rubeo de supra et unum colionum rubeum infra ipsum campum rubeum (fonte Wiki) Al servizio della Repubblica di Venezia, sotto il comando del Carmagnola, divenne ricco e potente tanto che la Serenissima gli eresse un monumento ad opera del Verrocchio in campo san Zanipolo. Bartolomeo non fu però solamente un grande condottiero, cercò pure di migliorare il tenore di vita degli abitanti della sua provincia , creando un istituto per le fanciulle senza dote, che esiste ancora, ovviamente con altri scopi. Ma soprattutto si occupò della gestione delle acque, facendo scavare condotte dai fiumi e dai laghi per irrigare le campagne. Morì nel 1475 e la Repubblica di Venezia, dopo avergli tributato solenni esequie, recuperò tutte le concessioni feudali che gli aveva accordato durante la sua carriera militare.                                                                                                                                             Per far costruire il suo mausoleo il Colleoni fece abbattere la sacrestia della basilica di Santa Maria Maggiore lasciando all’architetto Amadeo il compito di esprimere nell’opera tutto il potere e l’importanza del committente. La decorazione della facciata è un’allegoria degli onori conquistati dal condottiero. Sotto la copertura a tamburo ottagonale, con una cupola che termina a spicchi in una lanterna, campeggia un grande rosone con al centro il serpente di bronzo di Mosè, personaggio biblico e grande condottiero di popoli.carrara 642                  Il rosone, al centro della facciata, dà luce all’interno della cappella proiettando i raggi del sole sul monumento del condottiero. La ruota, simbolo del sole è sormontata in alto da un soldato romano il quale, come le trabeazioni delle finestre laterali, che reggono i busti di Cesare e Traiano, sembra fermare il movimento della ruota.carrara 651            Le finestre contengono colonne che si richiamano ai fusti dei cannoni.carrara 644              Tutto è esaltazione della potenza militare a cui la religione rende omaggio e questo si vede pure nelle statue che esaltano le virtù della fortezza e della temperanzacarrara 646                    e nelle formelle poste nella parte alta del basamento; bassorilievi che si susseguono con storie bibliche  e religiosecarrara 656carrara 655                    per finire con le imprese di Ercole e di Anteo.carrara 653carrara 653                            Termino con un particolare del basamento perché nulla posso mostrare dell’interno dove non era permesso fotografare.carrara 659             Alla sinistra del mausoleo ecco la porta dei Leoni Rossi, ingresso alla splendida basilica di santa Maria Maggiore, con il protiro di Giovanni da Campione del 1353.carrara 602              Nella nicchia in alto ci sono le statue della Madonna con il Bambino e sotto, a cavallo, sant’Alessandro, patrono di Bergamo, circondato dai santi Barnaba e Vincenzo.carrara 604                              Girando intorno alla chiesa si può ammirare la parte esterna dell’abside centralecarrara 607                                    e si giunge poi all’ingresso della porta meridionale, detta dei Leoni Bianchi, anch’essa opera di Giovanni da Campione e risalente al 1360.carrara 612 carrara 610carrara 613                                  Il tutto è sormontato da un’edicola pensile in stile gotico, opera di Hans von Fernach del 1400.

Il battistero del 1340, collocato originariamente all’interno della Basilica, opera di Giovanni da Campione, si trova ora all’interno del cortile della canonica, sul lato ovest della facciata, ricostruito intorno al 1860.carrara 605                    Accanto alle raffinate opere rinascimentali e tardo gotiche spicca in modo evidente il tempietto di Santa Croce, incastrato tra la basilica e la curia; è un piccolo gioiello risalente alla prima metà dell’XI secolo; un chiaro esempio di architettura romanico-lombarda.carrara 615                            Aprendo un portone di legno sul quale  non vi era nessuna indicazione, mi sono ritrovata in uno spazio incredibile, utilizzato ora come semplice passaggio tra la parte sud della basilica e la piazza Vecchia.carrara 629       E’ l’Aula picta; uno spazio non progettato da alcun architetto, creatosi spontaneamente e che ora i cittadini di Bergamo possono usare come passaggio privilegiato. Le raffigurazioni che ricoprono tutte le pareti risalgono al 1200 e sono divise in due parti da un grande arco circolare che termina al di sotto dell’attuale pavimentazione.carrara 620            In alto troviamo una fascia dipinta con motivi di animali e piante, poi un’Ultima Cena,carrara 624          episodi di martiri di santi  carrara 623  particolari con santi e vescovi.carrara 622          carrara 621       Due santi e vescovi nella nicchia, probabilmente i santi Alessandro e Viatore.carrara 626       Un angelo annunziante sull’arcocarrara 627                Sant’Alessandro a cavallo,carrara 631               e numerose formelle con uomini e animali. Una meraviglia con cui termino per oggi la visita a Bergamo Alta.carrara 630

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2 risposte a La città sulla collina

  1. Bastet ha detto:

    Bel viaggio davvero, il tempietto mi è piaciuto molto.

  2. elena ha detto:

    Grazie Bastet! Hai ragione il tempietto è veramente affascinante, peccato che fosse chiuso e quindi non ho potuto mostrare gli affreschi che si trovano all’interno, ma si può trovare tutto in internet, fotografato in modo eccezionale.

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