Visita all’Accademia Carrara

carrara 430                                  Introduco la visita all’Accademia Carrara di Bergamo con la Madonna e Bambino , una tavoletta del 1475 circa, di Neroccio di Bartolomeo de’Landi  che non è l’opera più importante presente nel museo, ma una delle pitture più raffinate e delicate che io abbia mai visto e che, secondo me, rappresenta in modo degno questa splendida Galleria. Lo stile di questo quadro di Neroccio , che era pure uno scultore, si rifà alla tradizione gotica senese per lo sfondo oro e per la posizione del Bambino e della Madonna, ma non è un dipinto gotico. La figura del piccolo, atletica e forte, deriva da Donatello, come pure i dettagli realistici delle staffe che fissano le pietre alla finestra. La Madonna, diafana e delicata, circondata da un manto scuro, è creata da una luce che sembra derivare dallo sfondo oro. La consistenza fisica del suo corpo si concentra nella mano che tocca quella del figlio, mentre il volto e il resto della figura non sono che la rappresentazione di un’idea; quella della divinità.carrara 677              La pinacoteca dell’Accademia Carrara, che si trova ai piedi della città Alta, è nata grazie al conte Giacomo Carrara e alla donazione di personaggi famosi della città di Bergamo, come il conte Guglielmo Lochis, il senatore Giovanni Morelli, il conte Marenzi e 214 altri cittadini. Una pinacoteca creata dalla generosità e volontà dei suoi abitanti ai quali si è aggiunta la donazione di Federico Zeri. Contiene un patrimonio di 15.864 pezzi di cui 613 esposti (fonte. visitBergamo) La pinacoteca è rimasta chiusa per ben 8 anni per consentire i lavori di ristrutturazione. Il 25 aprile del 2015 tutti i cittadini si sono ritrovati  davanti alla loro galleria per festeggiarne la riapertura. Che la Carrara sia amata dai Bergamaschi è evidente; è il solo museo in cui non mi sono ritrovata da sola. Gruppi di scolaresche riempivano quasi tutte le stanze, seguendo con attenzione e interesse le spiegazioni delle guide, mentre gli adulti, sicuramente del luogo, si indicavano particolari dei dipinti e commentavano le opere con intelligenza e profondo interesse.                                                                                                       La galleria è veramente magnifica, quasi tutte le opere presenti sono di grandissimo valore artistico, storico e economico e è veramente molto piacevole scoprire dei cittadini che ammirano il patrimonio artistico che i nostri antichi ci hanno lasciato e che permette a molti di noi di vivere, ancora oggi. Una miniera molto più ricca di qualsiasi riserva aurifera e di cui comprendiamo il valore solo quando qualche malintenzionato viene a rubare le nostre opere.                                                                  Il percorso espositivo  della Carrara si estende in 28 sale divise in due piani. Al primo piano le opere più antiche, al secondo soprattutto il Settecento e l’Ottocento. Le opere sono quindi divise a seconda della regione e della Scuola di provenienza degli artisti.carrara 247 (2)             Entrando nella prima sala incontriamo il famoso ritratto di Lionello d’Este, opera di Pisanello del 1460. Il personaggio è rappresentato di profilo, come nelle monete romane studiate dall’autore, contro uno sfondo scuro, chiuso da una siepe di rose. La pettinatura, alla francese, testimonia il legame degli Este con la corte dei duchi di Borgogna e i particolari della veste, dai bottoni al nastro, l’influenza del gotico internazionale sull’artista.

Dietro la tavoletta di Pisanello ecco un’altra opera eccelsa: la Madonna con Bambino di Mantegna del 1475; un’opera tarda dell’artista realizzata dopo la -Camera dipinta- di Mantova.carrara 271      Il dipinto si caratterizza per le tonalità delicate dei colori, ottenute con la tempera, stendendo sottili velature di colore su una tela di lino per realizzare un’immagine che assomigli ai dipinti degli antichi. E’ un’opera carica di significati e di simboli, eseguita con una tecnica magistrale come si può vedere  chiaramente dalle pieghe del sudario che ricopre il Bambino, anticipazione della passione, oppure nel volto dolente che si accosta a quello della madre che non è una classica Madonna ma una donna reale  con gli occhi un po’ sporgenti e una ciocca di capelli  che esce dal primo sottilissimo velo. Il manto azzurro , lavorato finemente, crea il volume del corpo con incredibile maestria.     carrara 274                                                                          Alla sinistra dell’opera del Mantegna abbiamo una terracotta del 1430-35 di Donatello, raffigurante una Madonna col Bambino racchiusa in una cornice architettonica ma con la mano della Madonna che regge una rosa che sporge dalla cornice.                                      Accanto ad altre famose Madonne col Bambino, ecco la Crocifissione di Vincenzo Foppa del 1456, opera giovanile di uno dei maestri del Rinascimento lombardo.

carrara 289                                                            L’agonia di Cristo e dei due ladroni che si contorcono sulla croce, ha come sfondo un paesaggio misterioso, quasi minaccioso, ma è contenuta e misurata da un arco trionfale che vuole controllarne l’intensità emotiva e che è frutto , senza dubbio, dell’insegnamento di Donatello.

Nella stanza adiacente ecco una grande opera di Lorenzo da Venezia del 1450-60; una Madonna con Bambino e angeli, adorata da san Domenico e da una monaca benedettina, con storie della vita di Cristo nei pannelli laterali.carrara 301carrara 303carrara 306                  Ecco quindi tre tavole di Giovanni Bellini che ci permettono di cogliere l’evoluzione artistica di questo grande pittore. la prima è il Cristo in Pietà tra la Vergine e san Giovanni Evangelista.Realizzata nel 1455 mostra tutta la sofferenza dei personaggi, risentendo dello stile bizantino nella rigidità dei corpi e delle espressioni.carrara 308                                                      Nella Madonna col Bambino del 1476 è sempre presente, nella parte anteriore in basso, il sarcofago, come nell’opera sopra indicata, ma i personaggi sono soffusi di luce, i volti sono tristi ma non sconvolti. E’ evidente l’influenza di Antonello da Messina e delle importanti novità pittoriche da lui portate a Venezia.carrara 310                                                                  La terza Madonna col Bambino di Bellini (purtroppo sfuocata, chiedo scusa) risale al 1487-8. La balaustra-sarcofago è diventata di colore scuro e si nota un rapporto perfetto tra il paesaggio, ricco di particolari, fra cui uno specchio d’acqua a sinistra, una città turrita a destra, e cavalieri, viandanti, ecc..La madonna e il bambino non mostrano più espressioni tristi o drammatiche, ma calma e serenità. Anche il sudario bianco che nell’opera precedente avvolgeva il Bambino, per ricordare la passione, ora è scomparso. Sul parapetto-sarcofago è invece apparsa una pera, simbolo di Cristo e della Madonna.carrara 355                                                                                                                                                      Tre tavole di Pesellino, raffiguranti la storia di Griselda, è quanto ci rimane di uno splendido cassone nuziale. L’opera risale al 1445-50 e si richiama al Decamerone di Boccaccio, esattamente alla 10° giornata e alla 10° novella.carrara 316                       Nella prima tavola Gualtieri, marchese di Saluzzo, riceve una delegazione di cittadini che gli chiede di prendere moglie per continuare il casato.carrara 317     Nella tavola laterale del cassone Gualtieri incontra Griselda, una povera guardiana di pecore, che era andata a prendere acqua al pozzo; la insegue, la riveste di abiti adeguati e poi la sposa.carrara 314                          Segue, sul lato opposto, il corteo nuziale e l’arrivo al castello.                                        La storia di Griselda era assai raffigurata, all’epoca, sui cassoni nuziali, perché simboleggiava la sposa che era stata innalzata dall’amore del compagno a un livello sociale elevato e rappresentava quindi tutte le virtù che lo stato di sposa richiedeva. Infatti su un altro cassone , ora alla galleria Estense di Modena, Apollonio di Giovanni dipinge la stessa storia intorno al 1440.

Numerosissime sono le Madonne col Bambino dell’Accademia Carrara e tutte di qualità eccelsa come la tavola di fra’Carnevale del 1445.carrara 319                                                                     E la -Madonna con Bambino e angeli- di Benozzo Gozzoli. Il giardino di fiori che fa da sfondo alla Madonna, protetta da un manto di broccato lavorato a fili d’oro, ricorda l’hortus conclusus, ossia il giardino recintato medioevale, simbolo della verginità della Madonna, che è seduta su un pavimento di marmo, raffigurazione dell’Umiltà, un’iconografia assai diffusa in quel periodo.carrara 321              Ecco un’altra Madonna col Bambino di Antonello da Messina e di Jacobello di Antonello, che segue la tecnica del padre, del 1480.carrara 328                                                         Bartolomeo Montagna raffigura la Madonna con Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco in una tempera su tavola del 1483 circacarrara 332                                               Numerosissimi sono i ritratti tra cui spicca questo giovane, probabilmente opera di Giovanni Bellini del 1500-10carrara 350          e il ritratto di gentiluomo attribuito a Vittore Carpaccio del 1495 circa.carrara 361         Estremamente realistico, quasi impietoso, il ritratto di Gian Francesco Gonzaga, eseguito da Francesco Bonsignori intorno al 1475.carrara 255            Splendido il ritratto di giovane  del Maestro della leggenda di sant’Orsola di Bruges del 1485-86, nella sala riservata alla pittura olandese.carrara 389                    Il ritratto di Gentiluomo in nero del 1521 di Marco Basaiti risente senza dubbio dell’influenza di Giorgione e di Tiziano, sopratutto nella forza espressiva del personaggio che si manifesta pure nelle mani che stringono i guanti quasi con violenza e nella gamma di colori, ristretta al nero, al grigio e al bruno.carrara 402         Il ritratto di Giuliano de’Medici di Botticelli del 1478-85, colpisce per gli occhi socchiusi del personaggio e per il forte contrasto tra il colore rosso della veste e l’azzurro pallido dello sfondo su cui si staglia la testa del giovane. Giuliano de’ Medici era stato ucciso a pugnalate da Francesco dei Pazzi e probabilmente il suo ritratto è stato eseguito osservando una maschera mortuaria, il che spiegherebbe gli occhi socchiusi e l’espressione del personaggio.carrara 376          Ma eccoci- siamo appena all’inizio del nostro percorso- davanti ad una grande opera di Botticelli del 1500-10; la storia di Virginia romana. Il dipinto faceva parte di una spalliera, ossia di una decorazione pittorica collocata entro una struttura di legno intagliata e applicata alla parete di una stanza.carrara 370                          L’episodio, narrato da Tito Livio, ripreso dal Boccaccio e dal Petrarca, viene rappresentato in un’architettura perfettamente simmetrica (forse opera del Sangallo). Sulla sinistra abbiamo Virginia mentre si reca alla scuola del Foro e viene rapita per ordine del decemviro Appio Claudio il quale sostiene che la fanciulla è una sua schiava.carrara 371                 Portata davanti al tribunale dei Decemviri, presieduto dallo stesso Appio, viene dichiarata di proprietà di costui.carrara 373                               Il padre, ritornato a Roma dopo un lungo viaggio, scopre l’accaduto e uccide Virginia affinché il suo onore non sia macchiato.carrara 372           Sulla destra un gruppo di matrone piange la morte di Virginia.carrara 374                                            La storia della fanciulla romana è un tema ricorrente nel Rinascimento anche perché i Decemviri, di cui Appio faceva parte, vennero cacciati da Roma  in seguito a questo episodio, per la loro inutile e selvaggia crudeltà, quindi queste opere erano un monito ai potenti affinché governassero con saggezza e equanimità…..

La nostra visita proseguirà nei prossimi post…..

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...