La visita all’Accademia Carrara continua

carrara 420             La visita all’Accademia Carrara continua al primo piano con il san Sebastiano dipinto da Raffaello non ancora ventenne, nel 1510, e realizzato come opera di devozione privata. Il martirio del santo si concentra solamente nella freccia escludendo qualsiasi raffigurazione sanguinaria e crudele. La luce avvolge il santo in un’atmosfera dolce e sognante, sottolineando la delicatezza e finezza dell’esecuzione che saranno tipiche del Raffaello maturo.carrara 381             Non lontano ecco la tavoletta raffigurante Cristo in pietà del 1405 di Lorenzo Monaco, protagonista della cultura figurativa tardogotica fiorentina dei primi anni del Quattrocento. Alla semplicità dell’esecuzione si accosta il disegno elegante e sinuoso, ricco di partecipazione emotiva. Purtroppo la tavola è stata pesantemente manomessa. Essendo stata tagliata in alto e in basso non si riesce a stabilire se si trattasse di un’immagine isolata o se facesse parte di un polittico.carrara 417           La natività del Perugino del 1504 era parte di una predella situata in un complesso ignoto. Risalta in quest’opera la delicatezza di esecuzione, il naturalismo e la gentilezza dei tratti tipici della pittura umbra che verranno assimilati in modo eccelso da Raffaello, allievo del Perugino.carrara 433        La Madonna con Bambino e i santi Sebastiano e Caterina e due angeli di Matteo di Giovanni, risale al 1480. Anche questa tavola è stata tagliata in alto in corrispondenza delle teste dei due angeli. San Sebastiano con la palma del martirio in mano e la freccia nel collo si trova a sinistra della Vergine e del Bambino, mentre a destra troviamo santa Caterina. La rosa nella mano del Bambino simboleggia la purezza e l’affetto come i gigli in alto tra i due angeli.carrara 428                   La fuga di Clelia, di anonimo pittore senese del 1510, dipinta su una tavola ottagonale  ha fatto pensare a un desco da parto o, secondo altri, a un cassettone da soffitto, a me sembra invece un particolare ritagliato abilmente da un’altra opera. Infatti quale pittore toglierebbe mai le gambe ad una fanciulla in un suo dipinto, come è capitato alla figura sulla destra? Spesso i ladri di opere d’arte hanno ridotto le nostre tele in molte tavole più piccole facilmente vendibili.carrara 467carrara 468                                                                          Di Giovanni Bonconsiglio abbiamo una Resurrezione di Cristo del 1525-30. Allievo di Bartolomeo Montagna, l’artista assimilò ben presto anche lo stile di Bellini e di Antonello da Messinacarrara 509                    L’iconografia della Madonna del latte era assai diffusa e Ambrogio da Fossano, il Bergognone, nel 1488-90 ne offre una versione particolarmente originale, con una Madonna dall’espressione intensa e con i vestiti e i capelli alla moda, inserita in un paesaggio descritto in modo preciso e dettagliato; con anatre, personaggi, specchi d’acqua, ecc. Il tutto dipinto con pochi colori freddi sottolineati dal bianco che si concentra sul volto e sul corpo del Bambino.carrara 513                   Un’altra opera del Bergognone -Il compianto del Cristo con le tre Marie- del 1515-20, mostra una forte e intensa  espressione emotiva.carrara 511                             Appartiene a Bernardo Zenale la Madonna del latte del 1500-5, un’opera in cui si sente l’influenza di Leonardo e delle ricerche spaziali del Bramantino.carrara 520             La presentazione di Gesù al tempio del 1500-2, è opera di Michele Coltellini. Contiene una strana raffigurazione di Dio nella nicchia a destra, contraria ai principi fondamentali della religione ebraica.carrara 529                   La Sacra Famiglia del 1525-30, di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, collaboratore di Dosso Dossi, è raffigurata ai piedi di un edificio classicheggiante ricoperto in alto da uno strano tendaggio, probabilmente aggiunto dai restauratori per nascondere il cattivo stato di conservazione.carrara 560                                     L’adorazione del Bambino del 1524 di Bernardino Luini, mostra l’evidente influenza di Leonardo e di Gerolamo dai Libri.carrara 539                                                      L’angelo che piange è un frammento decurtato da ogni parte di un’opera perduta di Vicino da Ferrara del 1480. Dall’espressione dell’angelo si può dedurre che fosse parte di un compianto sul Cristo morto.

Termino la visita al primo pianto tralasciando alcune opere bellissime che meriterebbero una profonda trattazione e mostrando solamente alcune foto degli splendidi tarocchi esposti. I tarocchi (come spiega la didascalia del museo) sono carte da gioco di cui non si conosce l’origine certa. Alcuni studiosi sostengono che siano nate a Bologna intorno al 1400, altri invece affermano la loro origine egiziana (v. Gébelin). Un mazzo comprende 78 carte suddivise in due gruppi. Nel primo ci sono 56 carte che raffigurano denari, coppe, spade e bastoni. Il secondo gruppo è costituito da 22 carte illustrate con figure umane e animali con significato simbolico chiamate pure Trionfi. Questo mazzo, diviso tra l’Accademia Carrara, la Morgan Library di New York e privati bergamaschi, è il più completo esistente al mondo. Il committente fu probabilmente Francesco Sforza e l’esecuzione spetta soprattutto a Bonifacio Bembo.

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Questa splendida bambina, vestita come una gentildonna, con una preziosa collana di perle, sicura di sé, con uno sguardo intenso e melanconico, ma diretto e fiero, è uno dei ritratti che meglio a mio parere possono introdurre la visita al II piano della Carrara. E’ opera del 1570-73  di Giovan Battista Moroni, uno degli artisti più importanti del rinascimento lombardo, allievo del Moretto e famoso ritrattista , capace di cogliere l’essenza dei personaggi   anche negli aspetti meno elogiativi.

carrara 120            Dello stesso autore, di cui sono presenti molti ritratti e dipinti ecco la deposizione di Cristo  del 1566.carrara 083           Di Pier Francesco Foschi possiamo ammirare un intenso ritratto di giovinetto del 1550-55.carrara 114        Segue il ritratto di Margherita Tasi bambina di Francesco Zuccarelli del 1751. Una figura cosmopolita, quella di Zuccarelli, che lavora soprattutto in Inghilterra e che con il suo stile influenzò i pittori inglesi, soprattutto Reynolds .carrara 025            Abbiamo molte opere di Pietro Longhi  di cui mostro solamene -Il Ridotto- del 1757 e -Il baciamano-  dello stesso periodo,  in cui sono evidenti  i riferimenti   ai lavori teatrali di Goldoni  che lo stimava moltissimo tanto da affermare che l’artista era “…un singolarissimo imitatore della natura (con) …una originale maniera di esprimere in tela i caratteri e le passioni degli uomini..”carrara 032carrara 033             Uno degli autori che meglio hanno rappresentato l’arte barocca italiana e che hanno esercitato una grande influenza sulla pittura europea, soprattutto su Fragonard, Goya e Boucher, è Francesco Solimena di cui qui possiamo ammirare una Santa Cecilia con gli angeli del 1655 .carrara 043       Numerosi sono pure i dipinti olandesi presenti fra i quali cito solamente -La donna che legge al lume di candela- del 1640-50  di Dirck Hals, commerciante di quadri e ritrattista. Compose soprattutto piccoli quadri, facilmente vendibili, in cui è spesso presente una figura che legge.carrara 072                        La Sacra Famiglia di Sofonisba Anguissola del 1559 è un dipinto devozionale eseguito su commissione. La Vergine, seduta a terra, offre al Bambino alcuni fiori del mazzo che si trova sul suo grembo. Sullo sfondo montagne e edifici in una valle erbosa chiusa a destra da un albero controluce. Sofonisba, una grande e importante artista, lavorò soprattutto alla corte spagnola, dove dipinse numerosi ritratti dei regnanti, molti dei quali si trovano oggi al Prado. Fu a sua volta ritratta all’età di 90 anni da van Dyck che l’ammirava moltissimo. carrara 085                                  Di Jacopo Bassano ho già parlato a lungo tempo fa così mi limito a mostrare la sua -Madonna con Bambino e san Giovannino- del 1542.carrara 100                          Anche Romanino è ben conosciuto dai miei attenti lettori che possono ammirare quindi i suoi -soldati al santo sepolcro- carrara 121                             Di Cavazzola, allievo del Morone,  abbiamo un ritratto aulico e sontuoso di gentildonna del 1520, eseguito per committenza privata. La donna, di cui non si conosce l’identità, è presentata dietro un parapetto di pietra sul quale appoggia le mani e un paio di guanti. Incredibile per noi l’acconciatura , allora chiamata capigliara che consisteva in un turbante dall’armatura metallica che lascia intravedere i capelli. Al centro c’è un monile sul quale è raffigurata una clessidra, simbolo di caducità delle cose e quindi di vanità.carrara 140                                     Il gentiluomo ritratto da Altobello Melone nel 1513 è stato in passato identificato con Cesare Borgia. I colori freddi e metallici distinguono Altobello da Tiziano da cui è stato sicuramente influenzato, soprattutto nella descrizione del paesaggio. Nella seconda parte della sua carriera l’artista si lega con rapporti di grande amicizia col Romanino di cui subirà l’influenza artistica.carrara 146                                              La Madonna col bambino in un paesaggio del 1507 e Orfeo e Euridice del 1510 sono due importanti opere di Tiziano ancora giovanissimo. carrara 153      carrara 151                                   Ne -I musicisti- di Cariani,del 1520, la musica è vista come metafora dell’amore. I diversi atteggiamenti dei due riflettono le diverse concezioni dell’amore. I giovane è stato vinto dal sonno mentre lei sublima la passione amorosa nella musica. Dal punto di vista stilistico è evidente l’influenza del Lotto e di Tiziano sul pittore bergamasco .carrara 176             E’ opera del Cariani pure il ritratto di Giovanni Benedetto Caravaggi  del 1520. Medico e filosofo, il grande umanista è presentato mentre sfoglia un manoscritto davanti ad un paesaggio illuminato dalla luce rosata del tramonto.carrara 178              Interessante il ritratto di Louis de Clèves del 1533-35 opera di Jean Clouet. Nato a Bruxelles Clouet fu al servizio del re di Francia Francesco I e divenne rinomato soprattutto per il realismo con cui rappresentava i personaggi famosi, come in questo ritratto in cui raffigura il signore di Nevers imponente e severo anche nella raffigurazione delle mani appoggiate al parapetto.carrara 190                                                    Di Lorenzo Lotto un ritratto di giovane del 1500; una delle opere più antiche del pittore che risente dell’influenza di Antonello da Messina nell’ovale del volto e nel rigoroso studio della luce e quindi della pittura fiamminga nell’esecuzione chiara e precisa dei dettagli.carrara 197                                    Una parete della sala adiacente è ricoperta da nature morte, un’altra da vedute veneziane.carrara 223                Purtroppo sono riuscita a fotografare solo alcune tavole che si trovavano in basso tutte opera di Francesco Guardi. In ordine abbiamo la -Veduta di Piazza san Marco – del 1760-70 quindi il -Capriccio con arco trionfale- del 1770-75 e la -Veduta della corte di Palazzo Ducale- del 1780-85 Tutti i dipinti  si collocano negli anni maturi del pittore, quando il colore e le forme incominciano a disfarsi quasi a cancellare l’architettura. L’artista non vuole più rappresentare la realtà ma proporre una rielaborazione personale di quello che vede e percepisce della sua cittàcarrara 209        carrara 215 carrara 216

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