Paesi abbandonati e pittori dimenticati

P1030364                                   Campo si trova sulle pendici del monte Baldo di fronte al lago di Garda, fra i lecci e gli olivi della costa.P1030338                                Della sua esistenza si trova traccia in un documento del 1023 presente nel monastero di san Zeno a Verona. Ora è un paese abbandonato, ridotto a poche case diroccate P1030359                                  che si raggiunge salendo una mulattiera circondata da antichi muri di pietra,P1030333                                passando sotto capitelli dedicati ai santi o alla Madonna, costruiti nell’alto medioevo sulle -edicole- dove si venerava il “genius loci” della religione pagana.P1030330                                Si entra nel paese chinandosi sotto gli archi che reggono gli antichi edifici abbandonati,P1030346                                   fiancheggiandone altri tenuti in piedi da impalcature costruite da poco. La fontana con la sua acqua purissima ricorda il tempo in cui nelle case non arrivava l’acqua.P1020984                               In realtà il borgo non è abbandonato; vi abitano ancora 9 persone e la Regione Veneto ha stanziato una notevole somma per conservare e restaurare il posto, come è giusto che sia,  anche se a me il borgo piace così com’è oggi. Durante l’inverno il luogo diventa la scenografia dei presepi costruiti dagli abitanti di BrenzoneP1030016                             Protetta dal secolare cipresso esiste poi la chiesetta di san Pietro in vincoli, restaurata di recente; un’autentica sorpresa in mezzo alle rovine.

P1030361                                La chiesetta romanica, a forma di capanna, risale all’XI secolo anche se la facciata è stata restaurata nel XV secolo, trasformando, si pensa, la precedente cappella dedicata ai santi Simone, Giuda e Giovanni Evangelista, nell’attuale edificio dedicato a san Pietro in vincoli(=catene).P1030352         All’interno l’edificio presenta una serie di affreschi eseguiti da un pittore poco conosciuto e quasi dimenticato dagli storici dell’arte. Nicolò Rasmo, infatti nella sua  Storia dell’arte trentina, dedica a Giorgio da Riva poche righe, ricordando che era figlio di Giacomo da Riva il quale, con il padre Federico Bonanno aveva affrescato la cappella di san Giovanni nel convento di san Marco a Trento, cappella poi andata distrutta.                                         Giacomo e Giorgio affrescarono pure ad Arco la chiesetta di san Martino e la chiesa di sant’Apollinare a Prabi. La Madonna del latte di Prabi (la foto si può vedere nel mio post- passeggiate domenicali) è quasi uguale alla Madonna del latte che padre e figlio affrescheranno nella chiesa di Santo Stefano a Verona nel 1388, ma, mentre il Bambino nella chiesetta trentina si volge verso la madre, nella chiesa veronese guarda sicuro e importante verso i fedeli.P1030385                        In entrambi le opere la Madonna è racchiusa in uno scranno come nell’arte gotica e gotico è pure l’altro affresco presente in Santo Stefano in cui l’ovale racchiude la Madonna e il Bambino e li separa sia dai santi che dagli offerenti che si trovano in basso.P1030384                                Dell’attività artistica dei due rivani  resta a Verona un’altra traccia nell’affresco semidistrutto in san Zeno; su una colonna, in cui appare un’altra Madonna che allatta.P1030189                               Ma ritorniamo nella chiesetta di san Pietro in Vincoli  a Campo per ammirare le opere di Giorgio realizzate nel 1358. Gli affreschi rimasti si trovano soprattutto nella parte alta delle pareti laterali.P1020993           A destra raffigurano una crocifissione  in cui la Madonna stringe le mani in modo alquanto convulso sotto il mento e san Giovanni compie il movimento inverso con le braccia per manifestare il suo dolore.P1020997                           I colori sono vivi e i tessuti elaborati e disegnati con cura. Il santo sulla destra con il pastorale e vestito da vescovo si potrebbe forse identificare con san Vigilio, che aveva portato la religione cristiana in Trentino e che fu ucciso a sassate in val di Non nel 405,  mentre sulla sinistra il santo con il coltello e seminudo possiede due piedoni solidi  e si gira in modo complicato verso di noi forse per nascondere con pudicizia le sue parti intime. E’ l’apostolo Bartolomeo che dopo aver predicato il vangelo in India , Etiopia e Armenia venne scuoiato vivo  e crocifisso dai pagani..Un’ immagine simile si può trovare nella cappella palatina di Palermo.                                    P1020994                                 L’offerente inginocchiato con lo sguardo fisso in alto si trova fra due statuari santi rivestiti con tessuti preziosi. Sopra la santa a destra è scritto il nome Lucia per cui potrebbe essere la santa protettrice della vista, ma il solo riferimento al suo martirio sono gli occhi sbarrati. L’identificazione del santo a sinistra con il libro e il coltello è invece particolarmente difficile. Ho pensato a Giuda Taddeo, che talvolta viene identificato da una spada, una borsa e una mappa e al quale era stata dedicata la cappella, ma la mia è solamente una vaga ipotesi che lascio controllare ai miei colti lettori.  A destra di santa Lucia troviamo san Giovanni Evangelista  con uno dei suoi scritti. Fra lui e la Madonna che allatta – ma che in questo affresco non mostra il seno- ecco inginocchiato un altro offerente, con una serie di chiavi che pendono dalla sua cintura , quindi era probabilmente un canonico.                                                                                                                                                                 Poco è rimasto dell’altra santa o santo sulla destra dell’affresco, mentre, sulla parete di fronte una imponente ieratica Madonna copre con il suo manto uno stuolo di fedeli inginocchiati attorno a lei. I due angeli in alto la racchiudono in un altro mantello dorato.P1030353                                Agli sguardi intensi, quasi fissi dei fedeli, fa riscontro lo sguardo severo della Madonna  e la sua veste elaborata contrasta con  il semplice colore azzurro delle vesti dei devoti che richiamano lo sfondo e il manto esterno della Madonna. Alla sua destra la santa con la ruota non può essere che santa Caterina, mentre la santa con il vasetto dell’unguento è santa Maddalena.   Sulla destra san Pietro in trono con un’enorme chiave ricorda il potere della chiesa sui comuni mortali.P1020991                                Il suo corpo è cancellato dal tessuto che lo avvolge mentre il santo sulla sinistra si rivolge verso i fedeli con un libro e il pastorale. Un’altra raffigurazione di san Vigilio  al quale il pittore era forse particolarmente devoto.P1020990                                        Proseguendo ancora sulla destra altre due ieratiche sante  reggono i simboli del loro martirio; la palma, quella di sinistra (ma le sante con le palme sono numerosissime per cui non oso azzardare un nome) mentre la ruota con i chiodi ricurvi  identifica santa Caterina a destra. Entrambe sono avvolte in rigidi e imponenti tessuti colorati e disegnati    P1030354                             In basso troviamo  sant’Antonio Abate chiaramente identificato dalla campanella con cui chiedeva l’elemosina e dalla lunga barba; forse l’affresco più bello di tutta la chiesetta, in cui il personaggio rappresentato mostra con uno sguardo intenso e sentito, tutta la profondità della sua esperienza religiosa. L’affresco è purtroppo  disturbato dalla brutta riproduzione  recente della passione che i fedeli contemporanei vi hanno inchiodato.P1030001                                      Nell’abside un Cristo benedicente in stile bizantino guarda ieratico verso il vuoto mentre sulla sinistra ecco i simboli degli apostoli ; il leone di san marco e l’aquila di san Giovanni. Ai lati un altro santo con il bastone e il libro ci introduce verso l’altareP1030355                               L’angelo annunziante alla sua sinistra  si rivolge alla Madonna che si trova sulla parte destra e legge appartata la bibbia su un alto scranno mentre ecco riapparire  sant’Antonio Abate con la campanella e la lunga barba.P1030357                          In basso un semi cancellato esalfa ricorda con i suoi sei petali e i sei lati la perfezione che l’essere umano dovrebbe cercare di raggiungere e le storie dell’Apocalisse.P1030356

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4 risposte a Paesi abbandonati e pittori dimenticati

  1. lois ha detto:

    Certo l’idea che un luogo del genere sia stato abbandonato è spiacevole, anche se immagino abbia un suo fascino proprio perchè attraversarlo nel silenzio riconduce in qualche modo in quell’atmosfera medievale che ha vissuto. Scoprire poi questi “piccoli” tesori ci fa rendere conto di quanto tutto il nostro territorio, angolo per angolo rappresenti un patrimonio semisconosciuto ed inutilizzato, potenzialmente fonte di beneficio sociale ed economico.

  2. elena ha detto:

    E’ incredibile la quantità di lavoro in campo artistico prodotta dai nostri avi!. Come bene dici tu, si trovano tesori d’arte dappertutto, ovviamente in quantità infinitamente maggiori dalle tue parti. Sono la nostra riserva aurifera; speriamo che prima o poi qualche politico sappia valorizzare e proteggere in modo adeguato tutti i nostri tesori artistici.

  3. rosa ha detto:

    grazie per ciò che fate per la diffusione della cultura e per queste immagini splendide

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