Stratificazioni culturali

P1030536                    Situata sui colli compresi tra la valle dell’Arno e del Mugnone, una splendida cittadina conserva le testimonianze del suo glorioso passato.                                                                                Entrando nella zona archeologica di Fiesole ci si trova davanti alle rovine di una città tipicamente romana.P1030509           Il teatro al centro,P1030527                             il tempio a destraP1030516                          e le terme a sinistra, furono infatti edificati dai Romani a partire dal I secolo a.C. Scavando nell’area archeologica  si sono però rinvenute tracce di abitanti della collina che risalgono al II millennio a.C mentre la presenza degli Etruschi trova un’ampia documentazione, a partire dall’ VIII secolo, nei reperti ora esposti al museo. Dagli scavi compiuti negli ultimi decenni è risultato chiaro che i Romani si limitarono a rendere più imponenti e importanti gli edifici costruiti dagli Etruschi e utilizzarono l’enorme e ciclopica cinta di mura, costruita nel IV secolo a.C, e in parte ancora visibile, come base per le loro costruzioni e per i terrazzamenti. Anche il tempio romano fu costruito sopra il più piccolo tempio etrusco di cui resta traccia nelle fondamenta.P1030534               Nell’VIII secolo a.C. Fiesole era una ricca città e intrecciava continui scambi commerciali con tutta l’Etruria e con altri popoli , soprattutto via mare, essendo allora la piana dell’Arno completamente navigabile. Conquistata definitivamente dal console Porcio Catone nel 90.a.C diventa completamente romana e rimane una cittadina fiorente fino a circa il V secolo d.C quando, dagli scavi effettuati, si scopre una città in abbandono. La sua posizione dominante sulle valli attirò i Longobardi di cui sono state ritrovate numerose tombe in prossimità delle terme, costruite con le pietre degli antichi edifici.P1030522                              La fine della gloriosa Fiesole si ha però nel 1125 quando i Fiorentini la distrussero con parte delle sue mura etrusche.

Gli storici a lungo si sono interrogati sulle origini degli Etruschi. Nel 440 a.C Erodoto afferma che gli Etruschi provenivano dalla Libia; altri studiosi li dichiarano prevenienti dal Nord Europa, alcuni reperti, infatti, risalenti al 900 a.C, riflettono la forma e la decorazione di oggetti artistici dell’area danubiana. Gli storici oggi sono propensi a credere che gli Etruschi siano una popolazione autoctona con forti legami culturali e artistici con Egiziani, Fenici e poi con i Greci.

Nel museo che espone sopratutto reperti archeologici provenienti dalla zona, sono presenti numerosi bronzetti raffiguranti divinità greche e egizie; soprattutto Iside e Osiride, purtroppo impossibili da fotografare perché racchiuse in vetrine che riflettono la luce. Anche se la foto seguente non è eccezionale credo sia interessante osservare  la stele di Larth Aninies di età etrusca arcaica, ossia del VII-VI secolo a.C.P1030406                               Risale al VI secolo  a. C. la parte superiore di una stele rinvenuta a Fiesole in via Corsica, con scene di banchetto in alto e di danze nella parte inferiore.P1030408                                     La statua di Iside Taposiri (piangente) è stata rinvenuta nella zona di sant’Alessandro; la parte alta di Fiesole su cui si ergeva l’acropoli e sulle cui rovine furono costruite le chiese di sant’Alessandro e di san Francesco. P1030396                        La statua della divinità più importante dell’Egitto si trovava all’interno di un tempio a lei dedicato e vi era stata posta da un veterano a ricordo del fratello intorno al II sec. d.C.                      Fra i numerosi reperti di origine romana spicca il ritratto di un cittadino fiesolano trovato nel teatroP1030434                        e il frammento di lupa in bronzo rinvenuto in piazza Mino, la piazza centrale di Fiesole.P1030435                                    Risalgono all’età claudia le lastre decorative con trofei della vittoria, come la seguente, in cui ai piedi del vincitore sono ammucchiate le armi e un prigioniero incatenato.P1030438                                    Il ritratto di Vibia Matidia, nipote di Traiano, che rifiutò di sposarsi tenendosi lontana dalla vita politica, ma che fece costruire una biblioteca e un acquedotto a Sessa Aurunca, domina tutta la saletta a lei dedicata.P1030440                    E’ dono del marchese Albites come il busto della sorella Vibia Sabina, moglie dell’imperatore Adriano, di provenienza ignota.       P1030500                       Splendida la collezione del prof. Alfiero Costantini che comprende ceramiche a figure rosse,P1030447                 provenienti dalla Grecia e dalla Magna Grecia e risalenti al VI-III sec. a.C.                                     Numerosi sono gli oggetti in ceramica a vernice nera ritrovati nel bacino del Mediterraneo e che risalgono al V-I sec. a.C. Sono una tipica produzione etrusca con centro a Volterra, che esportava i propri prodotti in tutto il bacino del Mediterraneo e nella pianura padana.P1030475P1030467                             E’ dono del marchese Albites l’urna volterrana in alabastro, di provenienza ignota, che si può far risalire al I sec. a.C. mentre il coperchio appartiene al II sec. a. C.P1030489                              Uscendo da museo ci si trova in piazza Mino, il centro della città.P1030550                        Sulla destra troviamo la cattedrale, imponente espressione della religione cristiana, terminata nel 1028, sotto il vescovo Jacopo il Bavaro e più volte in seguito restaurata. E’ a tre navate, con capitelli in parte romani. Domina, sull’altare, un trittico di Bicci di Lorenzo e vi si trovano pure altre notevoli opere artistiche, compresa la splendida cripta, purtroppo impossibili da fotografare per la scarsa luminosità.P1030548                            La chiesa è dedicata a san Romolo Denegorno. Narra la leggenda che il santo, inviato da Roma a Fiesole per convertire gli Etruschi, sia stato imprigionato senza cibo e acqua per molti mesi con i suoi compagni. Ritrovato miracolosamente in perfetta forma, fu condotto al martirio. Strada facendo il santo chiese dell’acqua a un contadino  (alcuni dicono a una fanciulla) che gliela negò. Allora il santo convertì l’acqua del pozzo ( che si dice sia quello all’interno della cattedrale) in sangue come ricorda la lapide che parla di ‘protervo Egitto’ Forse perché l’autore identificava tutto quello che era pagano con l’Egitto, oppure, come afferma una celebre studiosa, quale riferimento alle 10 piaghe d’Egitto? Lascio ai miei colti lettori  l’interpretazione della lapide di cui non sono stata capace di trovare né l’autore né il secolo in cui è stata affissa.P1030543                     Dalla cattedrale parte una romantica salita per il colle di sant’Alessandro.                                 P1030553                                 La chiesa di sant’Alessandro, sulla sinistra , risale al IX secolo,ma  era purtroppo chiusa, mentre la chiesa di san Francesco, sulla sommità, costruita sull’acropoli etrusca e romana, offriva liberamente tutti i suoi tesori allo sguardo del visitatore.P1030613             La chiesetta domina tutte le vallate che circondano Fiesole ed è costruita sulle antiche mura etrusche. Risale al 1333 quando vi si stabilirono alcune monache. Il luogo di culto passò poi di proprietà dei frati francescani nel 1407.                                                                              Numerose sono le opere presente nell’edificio ma sono riuscita a fotografarne solamente alcune a causa della strana illuminazione. P1030562                            come lo -Sposalizio di santa Caterina- di Cenni di Francesco eP1030560                                -L’adorazione dei Magi- di Cosimo Rosselli.                                                                                             Affascinanti i due piccoli chiostri.P1030572                                            e decisamente affascinante il museoP1030601                              con una sezione cinese ricca di suppellettili e oggetti assai interessanti.P1030593P1030595                           quindi una sezione etrusco-romana e una sezione egiziana con una mummia  risalente al 747-664 a.C, analizzata radiologicamente da un gruppo di studiosi.P1030584

La nostra visita a Fiesole termina qui anche se  sarebbe indispensabile  un capitolo a parte per parlare delle ville rinascimentali che si trovano sulla sua collina di cui cito solamente villa Medici in cui si riunivano Ficino, Lorenzo il Magnifico, Pico, ecc.. per discutere di filosofia, di arte, di matematica .P1030551

 

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