Architettura di frontiera

P1050615                                  All’ingresso dell’Arsenale la Biennale di Architettura di Venezia del 2016 accoglie il visitatore con 100 tonnellate di materiale recuperato dallo smantellamento della precedente manifestazione. Un’iniziativa meritoria che contrasta in modo evidente con la contemporanea plastificazione del lago d’Iseo a opera di due famosi artisti per i quali l’ambiente è una risorsa da fruttare senza riserve al fine di soddisfare il proprio smisurato ego.                                                                                                                                                                                         L’esposizione diretta e coordinata da Aravena studia e analizza il  nostro presente con uno sguardo critico individuandone le peculiarità, i problemi e le eventuali soluzioni. A questa biennale va dato il merito di aver detto a gran voce basta con la megalomania di certi grandi artisti di cui si servono politici e sistemi economici per rilanciare un’economia basata sullo sfruttamento delle risorse naturali, dell’ambiente  e della sottomissione mentale della stragrande maggioranza dell’umanità.

Le prime analisi e riflessioni che si incontrano sono quelle di Al Borde, un architetto ecuadoriano che da sempre ha utilizzato i materiali presenti in loco per creare i suoi edifici. La sua non è un’attività anarchica o rivoluzionaria infatti  lavora all’interno del sistema cercando di sfruttarne tutte le opportunità che spesso sono nascoste nei particolari e nei dettagli . E’ una controcultura che si ribella ai meccanismi economici e sociali cercando di sfruttarne i limiti e le incongruenze senza nessuna velleità di distruggerli perché sa che questo non può essere il compito di un singolo architetto.P1050622                              La riflessione si concretizza in tanti sacchetti di monetine racchiuse in un quadrato . Rappresentano il prezzo di un lavoro di restauro  a metro quadro a Venezia e in Ecuador. La sensibile differenza porta alla constatazione che il prezzo di un edificio non è collegato alla sua qualità architettonica: oltre al valore dell’opera ci sono molti elementi che intervengono nella costruzione e nel restauro dell’edificio che Al Borde chiama -le risorse oscure-

P1050679                                Il lavoro di Ochsendorf Block e Dejong mira a ridurre l’uso dei materiali e dell’energia realizzando strutture che lavorano solo in compressione. Risparmiare materiale dovrebbe essere uno degli scopi principali  delle moderne costruzioni e questo lo si ottiene con la ricerca scientifica come ha fatto il gruppo di ingegneri di Zurigo. Anche la forma degli edifici si adegua a queste nuove ricerche le quali non dimenticano le cattedrali del passato le cui volte si auto reggono da secoli , come la cupola del Brunelleschi. Ma il passato è presente solamente come ispirazione estetica, perché dietro alle ricerche del gruppo di Zurigo  c’è pure la critica alle costruzioni attuali; rigide, dispendiose e con un impiego inefficiente dei materiali.” La volta Armadillo  rispecchia la bellezza della compressione attraverso la geometria” E’ scritto nella guida. Composta da 399 conci di pietra calcarea, tagliati singolarmente e uniti senza rinforzi e malta, si estende per 16 mq con uno spessore minimo di soli 5 cm.P1050684                                 La forma è mantenuta in equilibrio dai tiranti mentre la geometria funicolare le permette di lavorare in pura compressione. I conci all’esterno sono piatti e lisci mentre all’interno conservano le loro scanalature mantenute appositamente scabre per mostrare le forse di compressione.P1050688                            Che oggi non si possa progettare n modo sostenibile senza l’aiuto della scienza risulta evidente anche dalle presentazioni di Transolar, costituito da un gruppo di ingegneri del clima di Stoccarda che parla della sostenibilità ambientale  come un indispensabile componente delle costruzioni, che si attua studiando il comportamento dell’energia solare, del vento, del calore e di ogni energia che circonda l’edificio,  formulando dei concetti  e delle soluzioni che devono essere mobili e adattarsi alle diverse soluzioni per ottenere il massimo del comfort  con il minimo impatto ambientale.P1050700                         E eccoci all’esterno del Rural Studio la cui missione principale è costruire edifici per le zone più povere dell’Ovest dell’Alabama. Fu fondato nel 1993 da Samuel Mockbee che lo pose al servizio delle comunità rurali  con lo scopo morale di costruire abitazioni che siano confortevoli e nello stesso tempo estremamente economiche  e i cui elementi costruttivi siano facilmente riutilizzabili. Anche gli oggetti che compongono l’installazione sono stati presi  in considerazione studiando le esigenze della popolazione nelle vicinanze di Venezia  a cui il materiale verrà consegnato alla fine della Biennale.P1050703                                     Prima di entrare per seguire il video che spiega perché sono stati costruiti alcuni edifici nelle zone rurali dell’Alabama, si legge che le pareti dell’istallazione finiranno alla cooperativa Caracol di Marghera che offre un letto caldo ai senza tetto  durante i mesi invernali mentre le panche e il soffitto serviranno per il restauro di un appartamento di edilizia popolare alla Giudecca.

P1050743                             Neck Chand, un ufficiale del governo indiano, incominciò il suo giardino nel 1957, di nascosto, in una gola della foresta vicino a Sukhna Lake, dove niente poteva essere costruito perché territorio protetto. Scoperto dai zelanti sorveglianti dopo 18 anni, il suo lavoro correva il rischio di essere demolito se non fosse intervenuta l’opinione pubblica a sostenerlo. Ora il parco è visitato da più di 5000 persone al giorno che ammirano le opere, tutte realizzate con materiali recuperati nelle discariche .P1050748                                Non esprimo un giudizio sull’opera perché io credo che gli alberi siano le più belle sculture che si possano ammirare nell’universo e riempire una foresta con materiali riciclati mi sembra poco rispettoso dell’ambiente naturale; ma lascio ai miei colti lettori il compito di esprimere un giudizio  guardando le mie foto realizzate come  sempre senza flash in un ambiente oscuro.P1050752

No man’s land realizzata da Stojan Pavleski per la Macedonia  è un tunnel nero ,P1050839                             una raffigurazione filosofica dell’architettura urbana. All’interno immagini delle nostre città più famose si riflettono in molti modi sulle concave pareti a specchio  rimandando visioni oniriche che rappresentano il nostro immaginario collettivo e la cultura che ogni cittadino proietta sulla città che è diventata il centro della globalizzazione , il punto d’incontro di tutte le culture.P1050841                             Le città diventano il luogo in cui i popoli provenienti da tutte le parti del mondo perdono le loro radici trovandosi in un luogo che non è più un luogo ma la proiezione di un immaginario collettivo  dove le realtà delle strutture urbane  si smaterializzano per diventare un sogno ricco di desideri e di aspettative.

P1050859                              L’Irlanda, con l’esposizione intitolata -Losing myself- ci introduce nel mondo dei malati di Alzheimer e nel loro rapporto con gli edifici. Infatti analizza come i malati vedono e interagiscono con l’ambiente che li circonda. Accompagna l’impressionante istallazione  un dettagliato esame di come queste persone hanno descritto il loro rapporto con gli spazi in cui vivono. P1050861                          La proiezione sul pavimento è la pianta di un edificio di Dublino progettato per i malati, i quali, a differenza dei sani, vedono solo, in modo confuso, una piccola parte del presente. Il modo di come è costruita la casa che li ospita è quindi fondamentale per questi pazienti il cui numero è destinato ad aumentare sempre di più.

P1060027                         Il padiglione peruviano instaura un dialogo tra il mondo ancestrale  dell’Amazzonia e il mondo moderno. Il Perù ora cerca di salvare le sue foreste, patrimonio mondiale dell’umanità. aiutando gli indigeni  a proteggere il loro habit, realizzando un’architettura che non danneggi gli ecosistemi e sia rispettosa dell’ambiente attuando un programma denominato Plan Selva, svolto come sistema educativoP1060030                              coordinato dagli architetti più giovani  e preparati che cercano di salvaguardare i modi di vivere e i linguaggi dei nativi.P1060029

Darzanà è un progetto che tratta delle frontiere che non si trovano solamente ai confini dei Paesi ma pure nella nostra mente e sono create dalle religioni, dai linguaggi, dal colore della pelle, dalle nazionalità, dai generi  ecc..

P1060031            Il progetto della Turchia sottolinea l’eredità comune dell’arsenale di Istanbul   e di Venezia . La parola darzanà significa arsenale e deriva dalla stessa radice di arsenale in italiano. La costruzione prende la forma di una nave, di una nave archetipa, quasi una madre che dà origine ad altre navi. Il suo nome è Bastarda, altro nome diventato internazionale e è stata costruita con il materiale abbandonato nel porto di Istanbul in un’area chiusa al pubblico.P1060032                            Ritornerà poi a Istanbul per raccontare con la sua esposizione e il suo viaggio la storia e il pensiero di chi non crede ai confini e ai limiti imposti dalle frontiere.

Dal soffitto del padiglione del Singapore pendono tanti mattoncini di vetro                             P1060040                             in cui sono racchiusi i modi e i metodi con cui l persone interagiscono con l’ambiente e come usano le risorse che questo mette a disposizione. Si vedono le  persone in casa e negli spazi pubblici della città.P1060044                               Uno sguardo curioso e invadente sulla vita delle persone comuni racchiusa in un piccolo cubo di vetro.

P1060079                   Uscendo dall’Arsenale si incontra la splendida esposizione dell’Istituto di Architettura di Hong Kong che tratta della qualità illimitata degli spazi limitati, ovvero degli spazi abitativi destinati ai poveri che vivono in uno spazio limitato.P1060071                              Gli spazi limitati spesso hanno i soffitti bassi, sono senza luce e sovraffollatiP1060077                            Il compito di chi crea questi luoghi abitativi è di renderli vivibili e piacevoli superando con l’inventiva e il buon gusto i limiti posti dalla situazione economica.P1060064                              Estremamente importanti sono pure le parti comuni degli edifici di Hong Kong dove si possono stabilire relazioni sociali e svolgere attività impossibili da eseguire nel limitato spazio domestico.P1060074                             La luce e il vento giocano con gli edifici e li arricchiscono di nuova vita e bellezza

 

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